UNA VITA VERA

08 Aug UNA VITA VERA

Ciao a tutti, mi chiamo Valentina e ho 24 anni, sono sposata con Tony da cinque  anni e abbiamo un bambino bellissimo. Abbiamo sentito parlare di questa splendida community e ora eccoci qui. In questo momento molto difficile abbiamo bisogno di lavorare, come molte altre persone, ma non è questo il motivo principale per cui vi scriviamo. Noi avremmo in mente un progetto da molto tempo: prendere in gestione un distributore di benzina di una nota marca, che si trova nella nostra città. Purtroppo non abbiamo tutti i fondi necessari per coprire la spesa…mio marito lavora in campagna come contadino, viene sfruttato al limite dell’umano e non viene pagato più di venti euro alla settimana. io non riesco a trovare un lavoro, e in ogni caso, dopo 15 ore di lavoro sotto il sole cocente, mio marito ha bisogno delle mie cure e delle mie attenzioni.  stringere ulteriormente la cinghia per noi è impossibile… per l’affitto, le bollette e un bambino bisognoso di aiuti. il nostro piccolo Nicolò ha 5 anni e ancora non parla, dovrebbe vedere una logopedista almeno due volte a settimana e il servizio costa troppo per noi. abbiamo paura che non riesca ad adattarsi alla società e rimanere emarginato…non voglio assolutamente dare questo tipo di futuro al nostro piccolino… il nostro sogno sarebbe di avere un’attività che ci permetta di dargli tutto ciò che gli serve adesso ed un lavoro sicuro per quando sarà grande. abbiamo provato a chiedere a chiunque ma nessuno è disposto a darci una mano…siamo disperati. Riponiamo in questa community tutta la nostra fiducia, siamo pronti a seguire (con tutte le nostre forze) qualsiasi indicazione che ci potrebbe avvicinare sempre di più al nostro tanto agognato traguardo. Un futuro per nostro figlio. La possibilità di dare almeno a lui una vita migliore. Una vita vera. Grazie.

2 Comments
  • Protea, Associazione per la tutela dei diritti umani, Italia
    Posted at 07:07h, 12 August Reply

    Carissimi Valentina e Tony
    in questi giorni abbiamo pensato, noi della redazione a come sostenervi e sostenere i vostri bisogni.
    Innanzitutto per sostenere la vostra condizione di svantaggio economico e poi per orientarvi e capire come fare per raccogliere fondi per la vostra progettualità di vita.
    venti euro a settimana? Inaudito, soprattutto per la tipologia di lavoro, faticoso, senza limiti di orario ed esposto a tutte le variazioni climatiche.
    Ci stiamo confrontando con il gruppo e dopo questa settimana di ferie per tutti gli enti, vediamo di pensare insieme a voi qualcosa.
    Per quanto riguarda la difficoltà del vostro piccolo, desideriamo ricevere maggiori informazioni per poterti orientare.
    Chi soffre di disturbi specifici del linguaggio (DSL) in genere può avere acesso, a seguito di una valutazione e di una diagnosi del neuropsichiatra e della sua équipe al servizio di logopedia previsto presso la struttura ospedaliera piuttosto che presso le strutture delle Asl, chiaramente se lo specialista lo ritiene necessario e lo inserisce in questo percorso.
    Non possiamo negare che spesso le liste di attesa di questi servizi sono lunghissime purtroppo ed il numero degli operatori che ci lavorano insufficiente.
    Tu cara Valentina hai tentato questo iter? Dove vivi hai questo tipo di realtà facilmente accessibile?
    A presto
    Desideriamo.it by Wishwall Foundation

  • Simonetta Lein
    Posted at 14:42h, 14 August Reply

    Ho richiesto a un esperto. Questo il suo primo commento che spero possa esservi utile. Fatemi sapere:
    Il desiderio della famiglia pugliese è in realtà una piccola rappresentazione dei fenomeni che attraversano oggi l’Italia: impoverimento progressivo, precarizzazione della vita e dei desideri, smantellamento del welfare e dei servizi, disarticolazione delle reti sociali che una volta assorbivano le difficoltà principali in seno alle comunità. E quindi arriva a te una storia straziante – ma assolutamente “tipica”, non unica – come questa. Allora, che fare? Intanto do per scontato che la famiglia, vista la situazione, sia seguita dai servizi sociali di zona; lo do per scontato ma magari una verifica la farei perché certe storie di marginalità sono talmente estreme da vivere al di fuori anche degli strumenti minimi come la relazione con l’assistente sociale. I servizi sociali sono il primo canale – sebbene del tutto insufficiente – per entrare in contatto con le poche risorse e opportunità e soluzioni disponibili.
    Dopodiché, siccome anche in Italia lo stato sociale per tutti non è più una priorità, le uniche politiche sociali di fatto ancora attive sono quelle inerenti le “nuove povertà”. Su questo anche per il 2015 e 2016 ci sono finanziamenti per la cosiddetta “nuova carta acquisti sperimentale”, versione migliorata della vecchia social card (sostegno alla spesa delle famiglie svantaggiate) rivolta proprio alle famiglie con bambini. In Italia la nuova sperimentazione è attiva nelle principali città italiane, tra le quali Bari, unica città della Puglia coinvolta. Se queste persone fossero residenti a bari potrebbero cercare di presentare domanda (per info, a parte i siti ministeriali e comunali, chiedere sempre ai servizi sociali).

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