UNA STORIA, MOLTE SCELTE.

21 Feb UNA STORIA, MOLTE SCELTE.

UNA STORIA, MOLTE SCELTE

Fin da piccola sono stata l’orgoglio dei miei genitori, per quanto riguardava il rendimento scolastico : i professori non mancavano occasione di comunicare loro quanto fossi intelligente, con quanto minimo sforzo riuscissi ad ottenere i massimi risultati, in tutte le materie.

Passavo circa una-due ore sui compiti a casa e nel restante tempo, la mia passione era “guardare dentro le cose”. Ad appena 7 anni mio padre mi regalò uno dei primi personal computer della storia e da quel giorno non esisteva parte di quel computer che io non conoscessi a memoria : con l’aiuto di mia zia, mentre i bambini erano fuori a giocare a pallone o con le bambole, io passavo i pomeriggi a smontare e rimontare quell’ammasso di metallo e fili elettronici ed il piacere che provavo quando, una volta rimontato, tutto funzionava alla perfezione, era immenso.

Una volta completato il mio ciclo di studi di scuola superiore non avevo dubbi : mi sarei iscritta all’università e avrei trasformato quella passione in un lavoro.

Il giorno che tornai a casa con i moduli per l’iscrizione alla facoltà di Ingegneria Informatica,alla porta mi accolse mio padre, un professionista della salute mentale, che dopo aver letto tutte le materie, minuziosamente come era solito fare, mi guardò con aria severa – “Non ci farai nulla con questo titolo di studio, non ti farà lavorare ed io non ti potrò aiutare. Tieni bene a mente quel che ti dico Marina, che se scegli questa strada da me non avrai supporto, dovrai vedertela da sola!”-

Ricordo quello stesso pomeriggio passato a piangere nella mia cameretta : mi trovavo davanti alla prima scelta della mia vita, seguire le mie passioni o assecondare i voleri di qualcun altro.

Avevo molta stima e considerazione di quell’uomo, che aveva dal nulla costruito una buona professione e quindi mi piegai al suo volere : mi iscrissi alla facoltà che lui aveva scelto per me.

Nelle materie riuscivo bene, come quando ero piccola: minimo sforzo, massimo risultato.

Giunta al secondo anno di corso, la crisi, la fuga : il mio migliore amico viveva in Spagna, mi parlava bene di quel paese, delle opportunità che dava ai giovani.

Su due piedi organizzai la partenza.

Passai i 6 mesi più intensi della mia vita: finalmente potevo fare quel che volevo, libera da quella morsa in cui mi ero cacciata con le mie stesse mani.

E poi un giorno la notizia : mia nonna, la madre di papà, era in fin di vita.

La corsa in aeroporto, l’addio straziante, il funerale, le lacrime.

Mio padre era distrutto: sapevo che non potevo lasciarlo solo.

Così decisi di riprendere l’università esattamente da dove l’avevo lasciata.

In meno di 5 anni ero diventata una dottoressa, proprio come lui aveva sempre desiderato per me.

Eppure qualcosa non andava : quel risentimento che provavo era sempre lì, custodito gelosamente dentro me stessa.

Non esplose mai finché non cominciammo a lavorare insieme.

Da quel momento i rapporti peggiorarono di giorno in giorno : ci rivolgevamo a malapena la parola, se non per parlare di lavoro ed anche in quell’ambito erano maggiori le polemiche di tutto il resto. Niente più gesti di affetto, quei gesti che riempivano la mia giornata di amore.

Ora, arrivata a questo punto della mia vita, in cui sono una donna soddisfatta di se stessa e della propria carriera, ogni tanto guardo indietro e mi capita di vedere gli occhi commossi di mio padre il giorno del funerale di nonna, quando mi strinse a sé sussurrandomi “Non andartene anche tu. Resta con me”.

Non mi osserva più con quegli occhi da molto tempo.

Le decisioni che ho preso nella vita hanno lasciato in me molti desideri: il rimpianto di non aver scelto la facoltà che mi appassionava, la curiosità di sapere come sarebbe stata la mia vita se fossi rimasta in Spagna ma forse, e soprattutto, sapere se mio padre mi guarderebbe ancora con quegli occhi orgogliosi di quando ero piccola, se solo avessi mostrato un po’ di carattere quando ce n’era necessità.

Per questo ho deciso di continuare a lavorare con lui ma nel frattempo di provare a farcela da sola : l’incontro con Simonetta Lein mi sta aiutando in questo scopo, forse ho ancora la possibilità di dimostrare a mio padre ed a me stessa che se lo desidero intensamente, posso farcela da sola. Ho creato una mia pagina personale sul web come professionista e scrivo regolarmente articoli sul mio blog, sto aprendo con alcune colleghe un’associazione no profit e tengo ogni venerdì una rubrica di psicologia sul blog di desideriamo.it.

Parola d’ordine : camminare con le mie gambe. Non è mai troppo tardi per smettere di desiderare qualcosa di meglio per se stessi. #desideriamo

3 Comments
  • Simonetta Lein
    Posted at 20:17h, 21 February Reply

    Questa tua storia è piena di veirità per ciascuno di noi e racconta quato un’anima quando intrappolata trova sempre poi la via d’uscita. Come sempre è la paura il più grande deterrente, è la paura di non avere supporto, di restare sola che ti ha bloccato. Ed è assolutamente comprensibile. D’altronde mi metto anche nei panni di tuo padre che probabilmente ha avuto la sua educazione e ha creduto di fare il meglio per te e per sè stesso certamente, avendo lui paura di non riuscire a sostenerti in un qualcosa sicuro per lui già tracciato e seminato. La paura vi accomuna e il tempo invece ha fatto da maestro. Ora puoi analizzare molto bene la tua storia e denota un grande lavoro. Credo che comunque gli studi che hai fatto ti abbiano dato una profondità e un vissuto che comunque dovevi pssare e che ti hanno reso la donna profonda che sei. C’è sempre tempo per fare gli studi che ti interessano anche se non a livello universitario. Mia zia per esempio ha la terza media perchè all’epoca aveva dovuto andare a lavorare a 14 anni per aiutare la famiglia eppure da quando la conosco studia e credo sia il modo più bello di vedere la cultura. Inoltre ti ha spinto al sociale, ti ha fatto incontrare questa community. Una vita molte scelte, c’è chi dice sia tutto disegnato, chi dice che la vita la disegnamo noi. Io credo ad enrambe le versioni, la vita ci guida ma poi ta alla nsotra intelligenza e al nostro cuore muovere i passi giusti per rendere ciò che ci succede qualcosa di utile per sè stessi e gli altri. E credo tu ci sia riuscita. #desideriamo sempre

  • Marina B.
    Posted at 19:37h, 22 February Reply

    Grazie Simonetta e grazie alla community di desideriamo.it, spero di riuscire a realizzare con il vostro aiuto ciò che ho sempre sognato! Un caro saluto a tutti quelli che leggeranno il mio #desiderio

  • Anna
    Posted at 00:38h, 23 February Reply

    Ciao Marina una storia ricca di emozioni! Davvero bella allora spero che mi riusciarai ad aiutare! Io per fortuna sto realizzando il mio sogno!

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