Ma.Be (mangiare bene)

06 Mar Ma.Be (mangiare bene)

Ma.Be. (MangiarBene) di Anna Criesi e Emma Marchitiello
Siamo due amiche che in questo particolare momento di crisi occupazionale ci siamo trovate a riflettere sull’opportunità di utilizzare le nostre competenze per metterle a disposizione di clienti speciali come coloro che soffrono di intolleranze alimentari.
Il mercato di riferimento: I consumatori con disturbi alimentari e non.
La potenziale clientela è rappresentata principalmente da celiaci, ma anche intolleranti al lattosio, o coloro che devono o vogliono regolare la loro alimentazione (diabetici, ipercolesterolemici, ipertesi,neuropatici,) e che spesso non conoscono con precisione i prodotti più indicati per le loro patologie, gli sportivi, i quali necessitano periodicamente di un’alimentazione controllata, e tutti coloro che hanno voglia di mangiare sano.
In Italia, negli ultimi anni, il tema dell’alimentazione ha assunto sempre più importanza per tre principali motivi: in primis, per via dell’incremento della popolazione in sovrappeso o obesa; in secondo luogo, per via del sempre maggior numero di persone soggette a disturbi alimentari quali celiachia e intolleranza al lattosio e, in ultimo, si è assistito ad un aumento del numero di consumatori che preferiscono perseguire un’alimentazione sana e genuina per via di problemi quali ipertensione, ipercolesterolemia e diabete.
L’Associazione Italiana Celiachia (AIC) stima, infatti, che vi siano circa 400.000 potenziali celiaci anche se ne sono stati diagnosticati solo 85.000. Ogni anno vengono effettuate, inoltre, 5.000 nuove diagnosi e nascono 2.800 bambini affetti da questa intolleranza con un incremento annuo del 10%.
Descrizione dell’idea progettuale

Abbiamo pensato di aprire un punto vendita di prodotti biologici, aproteici, senza zucchero e senza glutine in una delle province del Centro Italia (Imola): la nostra mission è quella di promuovere una nuova cultura del cibo, attenta alla salute della persona ed alla qualità degli alimenti, nel Paese per antonomasia delle eccellenze agroalimentari.
Siamo due amiche, nonché future socie, una con competenze in ambito socio-assistenziale e l’altra in ambito amministrativo-commerciale.
I nostri principali punti di forza sono in primis le conoscenze maturate nelle passate esperienze lavorative nei settori di interesse del progetto (salute e commercio prodotti agroalimentari certificati), nonché il mercato di riferimento che è sempre più in espansione; ancora, la scelta di collaborare con un marchio (BioCelia) riconosciuto a livello nazionale come garanzia di qualità e sicurezza dei prodotti offerti ed allo stesso tempo di visibilità per il nostro punto vendita; la collaborazione con professionisti (nutrizionisti, …) al fine di assicurare la credibilità e di conseguenza il successo dell’attività, ma anche per contribuire alla nascita di un rapporto confidenziale e di fiducia con i clienti, per i quali si aspira a diventa una sorta di punto di riferimento; l’organizzazione di iniziative dedicate (convegni, presentazione di prodotti e illustrazione di utilizzo degli stessi a cura dei produttori e/o professionisti operanti nella ristorazione) per dare la possibilità, anche a chi soffre di intolleranze alimentari, di continuare a mangiare bene.
I punti di debolezza che abbiamo potuto riscontrare sono senza dubbio l’appetibilità del settore che porta con il conseguente aumento dei concorrenti diretti e i costi iniziali che, per quanto relativamente accessibili (tra € 20.000,00 ed € 30.000,00), rappresentano al momento una debolezza.

avevamo pensato di promuovere il nostro progetto a delle piattaforme di crowdfunding esistenti in Italia. #desideriamo

3 Comments
  • Anna
    Posted at 18:02h, 06 March Reply

    Ragazzi chi mi da una mano a tradurre il testo qui sopra citato in inglese? Abbiamo trovato una interessante piattaforma di crowdfunding ma ci chiedono di inserire il progetto in due lingue italiano e inglese.grazie grazie un abbraccio Anna

  • Simonetta Lein
    Posted at 00:28h, 09 March Reply

    Anna cara io da questo tuo desiderio capisco il concetto ma non cosa vuoi fare. Aprire un negozio? Fare conferenze? Per l Inglese ci sono siti che fanno tradizioni a poco, forse anche il comune

  • Anna
    Posted at 09:31h, 09 March Reply

    Hai ragione scusa il nostro obiettivo è sia aprire un punto vendita,che organizzare eventi anche gratuiti per sensibilizzare e informare più persone ad avere un regime alimentare che ‘rispetti la salute’,altra mission è attivare progetti per l’alimentazione all’interno delle scuole,altra cosa carina organizzare corsi di cucina per persone che hanno dovuto cambiare il proprio stile di vita e alimentare a causa di patologie severe come i celiaci, diabetici,nefropatici,solitamente queste persone il cambiamento lo vivono male,ecco noi vorremmo accompagnarli e supportarli,vorremmo che il punto vendita non si limitasse a fornire e “vendere prodotti”, ma che metta al centro dell’attenzione il ” cliente”,la persona fortemente provata.

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