i retroscena di un libro

29 Apr i retroscena di un libro

E’ una tendenza tutta italiana che molti scrivano, sia per passione, per piacere o per professione, e pochi leggano. In un contesto così deprimente, dove regnano leggi di mercato che sacrificano la vera cultura sull’altare del lucro, diventa proibitivo pensare di poter arrivare alla pubblicazione su carta, se non appartieni a una delle categorie protette: personaggio più o meno famoso, parente a vario titolo di quelli che contano, assassino sadomaso in vena di confidenze inventate o, infine, talento straordinario (anche se su quest’ultima categoria nutro qualche dubbio…). Tuttavia io, folle come tutti quelli che continuano a inseguire un sogno, non ho mai voluto rassegnarmi all’idea di essere solo un fruitore passivo della buona letteratura, ed ho coltivato fin da piccolo la speranza che un giorno la gente avrebbe letto parole vergate dalla mia penna. Un desiderio che è cresciuto insieme a me, fino a diventare necessità impellente. Ho sempre pensato, infatti, che scrivere sia una forma elementare di catarsi, un’utile terapia per un animo sensibile che si accorge che il proprio sentire interiore cozza maledettamente con la realtà che lo circonda. E allora resta solo una cosa da fare: cominciare a descrivere la realtà attraverso i riflessi di uno specchio deformante, adoperando una lingua che tramite giochi di parole, assonanze e metafore azzardate restituisca il senso vero del caos, del nonsense, dell’assurdo, della illogica e contraddittoria vita che conduciamo in questo inizio di terzo millennio. Così nasce il mio romanzo satirico Tredici passi nella Kazzimma. Autobiografia apocrifa di Crimine Esposito. A quel punto è cominciato un lungo peregrinare tra le varie case editrici. Troppo poche quelle disposte a scommettere su “l’ottimo romanzo d’esordio di un giovane sconosciuto“. La maggior parte, in molti casi senza neppure aver preso visione del manoscritto, mi ha fatto esose richieste di contributo per stampare poche copie, che poi avrei dovuto “smerciare” io, senza nessuna pubblicità e senza neanche la minima esposizione presso qualche libreria di fiducia. E pensare che il mio libro parla proprio di quei marpioni che pensano di saperne sempre una più di te… Frequentando un po’ il sottobosco di autori esordienti ho scoperto che in molti accettano queste forme di pubblicazione per il mero gusto di vedere il proprio nome stampato su una copertina. Ma questo non è il mio caso. Nella vita faccio tutt’altro: mi interessa molto più che i miei cinque lettori comprendano e condividano i miei concetti e la mia visione, come si evince anche dal fatto che ho preferito mantenere lo pseudonimo del mio protagonista, Crimine Esposito. Dopo oltre un anno di ricerca infruttuosa di un editore, la segnalazione di un buon amico fu per me una rivelazione: “Contatta Babylon Café. Fanno un sacco di servizi letterari, chiedono poco e sono molto professionali.” E aveva ragione. I ragazzi di Babylon mi aiutarono a comprendere gli indubbi vantaggi della pubblicazione in digitale, che rispetto al cartaceo ha costi molto inferiori e meccaniche distributive diverse, più adatte agli esordienti. L’ebook del mio libro fu messo online sul loro portale dopo poche settimane e immediatamente pubblicizzato sui social media, sui maggiori forum dedicati ai lettori e attraverso le newsletter, insieme a un simpatico booktrailer . All’inizio rimasi comunque scettico su questa modalità che non avevo mai considerato prima. Ma devo dire che i risultati sono stati davvero divertenti. Basti pensare che a distanza di qualche mese dall’uscita del mio libro, un bel giorno un mio amico, professore universitario, mi mostra tutto gongolante il suo tablet: “Guarda ‘sto libro che ho trovato online. E’ sicuramente di qualche pazzoide sconosciuto, ma fa una satira condivisibile scritta come una commedia nonsense ambientata in una Napoli che funziona al contrario. Non riesco a smettere di ridere!” Non gli ho mai detto che il pazzoide sono io. Ma non riesco a smettere di ridere! #desideriamo da

Crimine Esposito Babylon Cafe

2 Comments
  • Protea, Associazione per la tutela dei diritti umani, Italia
    Posted at 11:39h, 29 April Reply

    Gentile Crimine Esposito, Benvenuto nella community di Desideriamo.it
    ti ringraziamo per la condivisione della tua esperienza e del tuo percorso, a tratti faticoso, a tratti spiritoso, ma indubbiamente una fotografia della realtà editoriale.
    Noi della redazione di Desideriamo.it a partire dall’ideatrice Simonetta Lein abbiamo a cuore la valorizzazione dei talenti e delle capacità personali. Proprio uno degli obbiettivi del progetto è di donare spazio e visibilità a chi desidera comunicare un’idea, un pensiero o una pubblicazione di un libro e condividerla con chi ne può divenire fruitore o addirittura un collaboratore, creando sinergie davvero interessanti.
    La community ci racconta spesso delle numerose “fatiche” che si devono affrontare per riuscire ad emergere con le proprie idee, con i propri progetti e con le proprie proposte anche quando esse sono davvero innovative e lungimiranti.
    E non mancano gli ostacoli, le speculazioni e le illusioni.
    Facendo visita al sito potrai trovare simili esperienze.
    Amiamo però la conclusione positiva del tuo percorso con l’incontro di persone serie e volenterose, spinte dalla passione e dalla professionalità che ti hanno permesso di realizzare il tuo desiderio, Il gruppo di Babylon Cafe.
    Ricercando e non arrendendosi si possono incontrare persone professionali e corrette che in genere propongono un percorso che appare meno immediato, ma che indubbiamente è più sicuro e onesto.
    Ci sembra un ottimo spunto di riflessione per molti giovani della nostra grande community.
    Troviamo poi esilarante il racconto del tuo docente e soprattutto il tuo tacere sull’autore “pazzoide” del libro!
    Un “in bocca al lupo” per la tua pubblicazione e per quelle che seguiranno.
    La redazione di Desideriamo.it

  • Simonetta Lein
    Posted at 06:48h, 01 May Reply

    Caro Carmine benvenuto, ha visto il commento della nostra redazione?
    Se conosce la mia storia artistica saprà che io faccio parte della quarta categoria da lei citata, che lei definisce pubblicati per bravura. Questo lo dice lei e forse per fortuna aggiungerei io, non appartenendo a nessuna delle altre categorie. Ho adorato questo suo desiderio/storia. So benissimo le vicessitudini, ho passato due anni a girare da sola per case editrici ricevendo molti abbocchi dati forse dalla storia riginale ma ero sola e alla fine c’era sempre qualcosa che non andava, ma non mi sono mai arresa, ho bussato sino a trovare un editor molto bravo e un’agente che forse aveva il contatto giusto al momento giusto. Sicuramente ha vinto anche la storia del romanzo, una storia in parte vera e autobiografica assolutamente non convenzionale e forse la mia scrittura. E Sperling & Kupfer mi ha pubblicato. Oggi come oggi vendono le storie vere o le autobiografie di personaggi notissimi, oltre ai pochissimi romanzieri di fama internazionale. E’ la dura legge del mercato. E’ pur vero che con un po’ di astuzia se si scrive forse particolarmente bene e si ha una storia davvero forte anche un esordiente può essere preso ad una grossa casa editrice, come è accaduto a me. Ma so le fatiche che ho fatto, non le dimenticherò mai, e le fatiche che continuo a fare perchè ogni volta si ricomincia. Ora sto scrivendo il secondo romanzo e forse la fortuna del primo è che mi ha portato ad essere più conosciuta e ad avere un agente ancora migliore. Ecco perchè ho voluto creare questo spazio, per dare voce, per dare un luogo dove far conoscere i propri lavori. Scrivere è un mestiere che si impara, i personaggi crescono misteriosamente sotto la penna e io stessa l’ho scoperto con il tempo. E’ un mestiere quindi lungo e tortuoso. Ci continui a scrivere di lei e di come procedono le sue pubblicazioni. Tutta la fortuna a lei #desideriamo sempre

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